La fisica

Sotto al sole e d’estate, ma sempre
le cose calde dondolano, pendolo
e il tempo percepito è più veloce
non c’è qualcosa che tenda al freddo
il movimento riscalda, non stiamo mai fermi
siamo moto ed energia, ti imploro
così restiamo al costo di allontanarci
per poi ritrovarci di nuovo, altalena
facili nell’intimità, facili nel pendolo
che scandisce il nostro tempo
sempre nuovi e giocosi su e giù
ancora altalena, il tempo è niente
con te, la fisica, andiamoci contro
andiamo contro le stagioni
non voglio che il caldo tenda al freddo
così com’è di solito in natura
siamo l’eccezione, la trasformazione
del freddo in caldo, siamo questo
questo caldo moto perpetuo

Il primo giorno di mare

vorrei di questo calore accumulato
rilasciarlo, sfogo, addosso a te
darebbe sollievo confluire
come il mare i miei pensieri nei tuoi
non so perché di questo trascurarsi
quando dovremmo traschiarirci
come il sole, questo primo giorno di mare
riflette luce sulla pelle bianca
e se fossi qui a guardarmi
forse mi faresti compagnia

Piuma

deviato il percorso
di una piuma soffiando
tutto il giorno sentire la colpa
per aver cambiato le sorti
della vita animata e inanimata
di aver deviato i tuoi pensieri
soltanto guardando guardandoti
mentre deviavo dal solito percorso
casa lavoro bar alberi suole consumate
la poca ombra l’odore nuovo del mare
e quello della natura che brucia
dell’asfalto che fonde consumato
come le scarpe la mente la piuma
deviata deviato il tuo sguardo il mio
onde d’urto battiti di palpebre
farfalle sul nostro lato di strada
tanta è la distanza e veloce l’affezione
l’insetto molesto sull’occhio del mondo
siamo stati sorte dell’umanità