In petto

mi sbatte in petto
una lavatrice a pieno carico
gli oblò son sempre sporchi
e le rampe sempre ripide
l’inclinazione del mezzo
crea vuoti di senso
ma parlerei con te del niente
sotto ogni cielo
a tutte le velocità
su una nuvola immobile
a ridosso di cattedrali
piazze e stazioni
quella nostra panchina
superata la banchina
la mano sul sole
sulla coscia
stringe una forchetta
un bicchiere di vino
il tuo viso
il tuo cuscino
la mano saluta
cambia canzone
col palmo tocco
il tronco di una palma
il solco del mio occhio
qualche lacrima
i ricordi e l’avvenire
biglietti scontrini cartoline
un museo di quadri smussati
la carta gialla e fiori secchi
i tratti di un bambino
scrivo con i miei ideogrammi
corro scorro vento…
“biglietto signore?”
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