Sul campo

Su un prato bruciato son stato,
ho urlato: assenza, carenza,
impotenza. L’erba gialla e nera
e qualche rigoglio appena apparso,
subito arso nel cielo denso
di cenere e incenso, come una lugubre
messa, un carro funebre, processione
di fiammelle ormai domate, spente.
Son stato a guardare morirmi
attorno, morire infondo, inerme,
sfiancato, sfiatato, pregando acqua
e pregando aria, quasi soffocando,
emergendo assieme dal nulla,
nel nulla. Non vedevo più
i morti bruciati volati nel vento,
cenere e nutrimento per future
colline brulle di croci nascoste,
domande e non risposte.
Speranze nate da storie
dimenticate
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