Sembrava

Sembrava, sembrava sempre quello che non era.
Tutto quello che sembra, non è mai così com’è.
Sembravi, parevi, la donna dalle mille facce,
che girano sulla testa come una ruota capricciosa,
ed ebbi la sfortuna di rivolgermi a te, a quel tuo volto
di calamita e calamità. Eri impossibile e non l’ho capito,
lo eri in tutte le tue facce, ma quella che vidi allora,
quella che vidi allora, mi rapì nella sua dolce accoglienza,
nel suo pallido candore, nel suo timido sorriso socchiuso,
nella sagacia segreta nascosta dietro agli occhi
verdi e grigi come un fitto bosco di betulle. Eri impossibile
e nulla mi fermò dal perdermi e disperdermi quel giorno
come un sogno, dentro il tuo umido bosco speziato,
di scoiattoli fantasma e dai mille funghi velenosi.
Avrei potuto viverti per sempre, drogato e calmo,
col cuore sospeso in aria che pulsava luminose fosforescenze
rifrante lontano di corteccia in corteccia.
Avrei voluto viverti, avrei dovuto viverti così,
senza batter ciglio. Sembravo potercela fare.
Tutto quel che sembra, non è come sembra.
Chiudendo per estrema necessità le palpebre stanche,
mi ritrovai nel folto di uno scuro bosco,
avevi un altro volto.
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