Mentre tu danzavi

Entri sulle punte e poi,
nei miei spazi ricoperti di polvere,

i tuoi passi morbidi si posano
come quelli di Neil Armstrong
sulla luna, le orme.
S’imprimono indelebili i tuoi piedi
sotto al peso d’un corpo snello
ricordo di quel passato in cui
ancora ti osservavo volteggiare
e nulla sapevi di me.
Non so come ora tu mi abbia trovato
e come il fato bastardo
abbia messo me di fronte a te
l’istante dopo che t’avevo
scordato.
Ma ora sei qui
a scopare la mia mente
a riscoprire sotto la lordura
che quando danzavi
il tuo unico spettatore
ero io.
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2 thoughts on “Mentre tu danzavi

  1. Una volta lessi da qualche parte che per capire se uno scritto fosse “buono” bisognava che ti emozionasse. Doveva essere in grado di stupire il lettore, lasciarlo con le mani attaccate alle pagine; increduli. Io ho tante parole (e lo sai) ma forse le più belle, ora, mi mancano. Io non so descrivere quello che ho provato leggendo, poche volte m’è capitato; è una sensazione a cui non sono abituata. È come se avessi imparato a leggere per la prima volta, come se avessi imparato a leggere la tenerezza e l’amore. Questo scritto non è soltanto “buono”: è bellezza.

    Questo scritto sei Tu.

    Mi piace

    1. Considerato quel che dici, allora anche questo tuo scritto-commento è buono non solo per come è scritto ma perché emoziona. E io quando mi emoziono lì per lì sono molto silenzioso. Diciamo che sono spesso molto silenzioso. Insomma grazie!

      Mi piace

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