Fog again

Camminava nella nebbia. Gli piaceva quell’umidità così polverosa che oscurava tutto, che inquietava le persone. La trovava bella. L’ammirava nella sua densità. La nebbia era metafora d’esistenza. Era vera e concreta. Gli diceva chi era, com’era, dove si trovava. Si trovava in mezzo al tutto e non sapeva niente; ostacolato pur non conoscendo limiti. Stava solo in mezzo a ciò che non sapeva e capiva, e respirava a pieni polmoni. La gola grattava e le gambe camminavano, pare a vuoto, non seguendo scie, né rumori, né tracciati. Si addentrava semplicemente nel bosco. Gli alberi comparivano mozzi, uno dopo l’altro, e di tanto in tanto qualche fronda scendeva fino alla sua testa. Il verde spezzava quel grigio plumbeo e nella terra piena di foglie lo scalpiccio dei suoi passi spezzava il silenzio tenebroso. Arrivò in una radura di terra umida, marrone, quasi nera e lì si fermò. Si trovava sempre a disagio a spezzare le cose, a rovinare i silenzi e alterare i colori, a guastare la natura così come le persone. Stava lì bloccato nella sua sfera d’aria in mezzo alle nuvole del bosco. Così fermo, innocuo, vedeva il passato confuso dietro ai suoi passi ormai impercorribili; e il futuro poteva essere ovunque, poteva essere anche nei passi già percorsi. Futuro e passato erano annebbiati. Il presente era un’attesa che la nebbia, seppur utile, si diradasse. Il presente era quell’attesa utile ad aspettare il sole, a fare calcoli su ciò che era più giusto fare. Il presente era solitudine riflessiva che soltanto la nebbia sapeva dare. Il presente era solitudine utile, solitudine capace di spingerlo, una volta diradatasi la nebbia, a scelte definitive. Seduto su un ceppo aspettava. Sdraiato su un letto di foglie aspettava. Senza paura, senza terrore, come feto nella placenta aspettava. Passarono due giorni che anch’essi sembravano aspettare. All’alba il sole, puntuale, fece la sua comparsa tra i tronchi grigio violacei delle betulle. Lui si svegliò. La nebbia se ne andò come crosticina dai suoi occhi. Non restò altro che scegliere la strada da percorrere.
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