La ballata del No

Non conosco l’etimologia del No
né conosco tutte le maniere per dirlo:

in quante lingue e in quanti silenzi;
con quali rifiuti e con quali oltraggi;
con quanta forza o debolezza
Non so se un No delle volte è un No
o è un No che però è un Sì
Mi piacerebbe sapere se il No
è sempre un No definitivo, oppure no
Mi piacerebbe non accumularli i No
e invece sono sempre più dei Sì
È più facile dire No che dire Sì…
Io vorrei dire No al No
e Sì al Sì. Però
meglio che no
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4 thoughts on “La ballata del No

  1. Molto spesso Sì e No sono particelle che non assolvono mai al compito loro affidato: dare certezza. Affermare e negare. Sono utilizzati come devianti, a mezzo di attesa o di illusione. I Sì dovrebbero essere solo sì, così come i No. E noi dovremmo imparare a prendere i No per no e i sì per Sì, senza più preoccuparci di cosa significano o cosa celano. Forse in questo modo riusciremmo a riavere di nuovo l’autentico significato di ogni locuzione, o forse meglio che no…

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    1. Questa citazione mi sta ultimamente ritornando in continuazione e mi pare sia sensata come risposta: siamo approssimativi, come direbbe anche Popper (che tu sai). Ecco:
      [Perché, Pannichide, gli uomini dicono solo con approssimazione la verità, come se nella verità non fossero importanti soprattutto i particolari? Forse perché gli uomini stessi sono soltanto un’approssimazione. Maledetta imprecisione.]
      Friederich Dürrenmatt, La morte della Pizia da Racconti

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