Tu, lama d’acciaio

Tu, lama d’acciaio che
ruoti veloce al secondo

tagliando vita all’erba
Tu tosatrice di primavere
sei l’aborto procurato
a quel fiore mai più nato
Tu strazi i prati, strazi i fiori
strazi i cuori germogliati
e strappi i cuori, strappi i fiori
strappi l’erba dai verdi prati
Tu che togli e tagli, non sai
come è colto l’incolto terreno,
a ogni taglio cresce sempre più folto
Lama ti consumi, eterno è il raccolto
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4 thoughts on “Tu, lama d’acciaio

  1. Il lavoro faticoso delle lame, che tagliano e tolgono ciò che non può essere estirpato, è inutile e increscioso. L’erba ricresce, così come ricrescono i fiori, i sogni, l’amore. Questi ultimi sono come il terreno incolto, più si smorzano e più si rafforzano, come gli sforzi per creare cose belle come questo sonetto.

    La determinazione ripaga, sempre.

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  2. Wow.
    “Lama ti consumi, eterno è il raccolto.”
    Il dolore, per quanto tagliente, non può recidere il seme e l’idea; la vita è feconda e produttiva in una maniera che ci salva.
    Ripeto…wow.

    :*

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