Confinare

Ci divide questa linea. Un margine. Un confine sul quale uno dei due può mettere il piede oltre e chiamarsi ospite, e due piedi oltre e chiamarsi immigrato. Se poi si comincia a correre due son le vie, o il carcere o la cittadinanza. Per chi vuole e desidera veramente diventare cittadino tutto dipende dallo Stato che si sceglie, se esso vuole integrazione o multiculturalità, se esso vuole integrarsi o proporre la propria cultura rispettando e accogliendo le altre. Io penso noi siamo come due nazioni, confinanti, ci baciamo da lontano. Proviamo a impossessarci con guerre e diplomazie l’un dell’altro, cambiando i nostri territori a favore del conoscerci, dell’arricchirci o indebolirci. Tutto dipende dalle nostre intenzioni, che possiamo modificare a piacimento e a ragione. Un giorno ti ospito, l’altro giorno ti mando via. Il giorno dopo con prudenza ti permetto di permanere, di stare un po’ di più, e così fai tu con me, così per le lunghe: anni, secoli eppure attimi. Le nostre idee pian piano si mischiano, si accordano, cercano compromessi. Lentamente e velocemente in questi secoli le nostre idee si legano, seppur diverse, si allacciano per costruire qualcosa di migliore. La rete di collegamenti si fa fitta come Internet. Si moltiplicano i nodi, le comunicazioni, gli scambi, si parla addirittura di bene comune. Si comincia a sperare assieme e alla fine è assieme che ci si ritrova, senza più confini tra di noi. Pensando ai confini che ci racchiudono adesso in due, adesso in uno. Il nostro è un matrimonio. E poi il bene che sorge, e si fa di tutto per preservarlo, si fa di tutto per educare la progenie, le nostre generazioni in divenire, il nostro nuovo sangue ibrido e più bello. Siamo innovatori. Il nostro legame ha creato ricchezza, ha espanso i margini. Tutto è diventato nostro. Siamo due nazioni. Siamo una grande nazione. Siamo sposati. Siamo Mamma e Papà. Siamo i fondatori. Siamo tu ed io, noi; e ci vogliamo sempre migliorare; amare senza confini.
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4 thoughts on “Confinare

  1. Fortunatamente i rapporti tra Stati sono disciplinati da leggi internazionali, così come le storie d’amore sono regolate dal cuore. E in questi casi non si è mai ospiti, mai immigrati; si è concittadini e come hai detto tu si è un’unica nazione. Il segreto del diritto internazionale è quello di aver stipulato trattati comuni e accettati da tutti che tutelano interessi generali, il segreto di una storia d’amore è la tutela degli interessi particolari: l’uno dell’altro.

    Ora l’amore con il diritto c’entra poco, ma l’amore per il diritto mi fa scrivere queste cose e tu mi hai stuzzicato!

    Come al solito stupisci e meravigli e io non sono mai stanca di leggere le tue parole…

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  2. Se consideri tutti i secoli e i millenni quando ancora non c’era il diritto internazionale, non c’erano gli USA e la CE e i confini erano duttili, allora sì che tutto regge come reggono i rapporti tra due persone che sono bene intenzionate o che diventano bene intenzionate. Diciamo che queste grandi federazioni tendono secondo me ad avvicinarsi magari (mi illudo) a un matrimonio felice (tra qualche altro secolo). E ora che ci penso forse qualcosa del genere sul progresso delle nazioni la diceva anche Kant in Per la pace perpetua. Ma comunque, non provo lo stesso tuo amore per il diritto e non ho la tua stessa conoscenza, quindi mi accontento di questo.
    E infine grazie :D

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