Del dormire

Del dormire non ne faceva una ragione di vita, anzi si ritrovava spesso a ragionarci su quando dormiva troppo o più del dovuto, quel che lui considerava più del dovuto. In un certo senso, riteneva il dormire tanto uno spreco di tempo, quel tempo che avrebbe potuto utilizzare anche solo per meditare in silenzio guardando un cielo sereno o nuvoloso che fosse. La mattina il tempo scorreva e aumentavano i rimpianti. Il letto sempre morbido, carico di aria stantia, soporifera. Rimaneva là rigirandosi tra le lenzuola torbide, minacciato dall’aria fredda che graffiava come una tigre siberiana ogni qualvolta tentava d’uscire pure solo un dito dall’orlo delle coperte. Gli occhi aperti e poi chiusi. Alzarsi o non alzarsi. E così per ore sognando vividamente. Subiva il tempo scorrergli addosso, adirato con se stesso ma incapace di fare alcunché per uscire dalle fauci del letto. Non c’erano dolori di schiena o sensi di colpa che potessero smuoverlo. Desiderava a tutti i costi qualcosa che lo responsabilizzasse, che gli desse dei motivi per svegliarsi diligentemente a un orario degno. Di se stesso non si fidava, non si prendeva mai sul serio, era poco credibile. Ci voleva qualcuno. Uno a cui promettere qualcosa o un tipo davvero cazzuto che gli facesse capire quanto sbagliava. Uno che gli dicesse di andare a letto presto e non sempre più tardi nella notte. Da solo era incapace. Lo colpiva la debolezza arrestandolo ovunque si trovasse. La manna, aspettava la manna. E la manna cadde dal suo cielo spesso buio. Aveva i capelli ricci, che incorniciavano un volto rotondo, e degli zigomi come palle di neve. I suoi occhi di un verde felino si aggiravano nella penombra. Era arrivata la manna, dal nome ben chiaro che non voleva pronunciare. Erano arrivate le sue parole preoccupate e dolci, parole che si riversavano in chilometriche linee telefoniche per poi raggiungerlo con un ritardo impercettibile all’orecchio stordito, al cuore aperto. Non credeva ai miracoli, ma credeva agli aiuti, e lei, cavolo lei, era di grosso aiuto. Giorno dopo giorno toglieva minuti al sonno per dare minuti a lei. 
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3 thoughts on “Del dormire

  1. Che poi, si deve anche essere predisposti e davvero desiderosi nel farsi salvare. Ché non tutti lo desiderano davvero. Lo dicono ma poi, di fronte alla preoccupazione altrui, alle parole dolci e ai tentativi di scuotimento, c’è chi si rigira dall’altra parte, inventandosi una scusa nuova.

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