Cuore

Sentiva l’impulso di scriverle ogni istante, e l’unico suo freno era l’inattività: il continuo scontrarsi con le mani pronte sulla tastiera, e bloccate nei nervi; la resistenza non voluta e obbligata. Il tempo sgorgava freddo da tutti gli orologi del mondo. Il sole fiondato sui monti. Finestre s’illuminavano nel buio della sera. Attraverso i vetri spiava vite altrui, vite – ne era convinto – di certo più felici della sua. Aveva gli avambracci stanchi, prossimi al dolore. La sua mente stanca, prossima al dolore. Il cuore già dolorante, eppure fermo nelle sue convinzioni, debole, in attesa di colpire sulla fatica di un corpo inerme, come quei lottatori esperti che ricevono colpi su colpi, resistono e poi stancano i propri avversari. Il cuore è un lottatore: resistente, forte, furbo. Il cuore vince sempre. Il cuore non si stanca mai. Lui avrebbe vinto.
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5 thoughts on “Cuore

  1. Con pervicacia, la sua ferocia morbida, il cuore mangia le distanze di un tempo sbandato, di un sentimento insistente, lustro di fatica…è strano pensare che per quanto martoriato lui resista. non si distrugge in coriandoli, così come la tua abituale vertigine di dolore acuto farebbe invece crederti.

    baci-no

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  2. Cracovia

    “Non ci sei più
    una delle più belle città del mondo è spopolata
    spopolata come il guanto dal quale hai tolta la mano
    è spenta come si spengono gli specchi che non ti vedono più
    la Voltava cola sotto i ponti come le sere perdute
    le vie sono vuote
    su tutte le finestre sono abbassate le tende
    i tram che passano sono vuoti
    non c’è nemmeno il conduttore e il controllore
    i caffè sono vuoti
    i ristoranti e anche i bar
    le vetrine son vuote
    né stoffe né cristalli né carni né vino
    nemmeno un libro
    o una scatola di cioccolatini
    nemmeno un garofano

    Nella solitudine che avvolge la città come nebbia
    un vecchio, per scuotere la tristezza degli anni
    che la solitudine moltiplica
    dal ponte dei legionari getta il pane ai gabbiani
    inzuppando ogni mollica
    nel sangue del suo cuore
    del suo cuore più giovane di quanto vorrebbe natura.”

    N.Hikmet

    Questa è poesia, altro che la mia, questo è il cuore al quale non riesce di stancarsi.

    ;)

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