Una notte, la mia prima lavatrice

La lavatrice incessante girava rumoreggiando; e per quanto fosse a impatto zero, a zero rumore, tutto zero, rumoreggiava lo stesso. Lui non si era ancora abituato a quel rumore: carico e scarico d’acqua, sciabordio ipnotico. Il contenitore del detersivo a forma di palla che ogni tanto sbatteva contro le pareti della centrifuga girando come il fortunato numero da estrarre e quel suono metallico dei bottoni dei jeans sull’acciaio bucherellato. E lui non si era ancora abituato, nonostante il suono a cadenza ritmica del tutto soporifero. Non era quello a non farlo addormentare alle due di notte, ma i pensieri, brutte bestie urlanti, i pensieri. Ancora gorgogliava quel mostro mangia panni; lui sul letto sdraiato e colpito dalla luce notturna che filtrava forata dalla serranda e gli maculava il corpo di chiazze gialle d’egual misura, o giù di lì. Di aria invece non ce n’era, non passava né da quella finestra né dalle altre. Tutte aperte assieme alle porte a cercare disperatamente un po’ di corrente, un po’ di brezza che ravvivasse quella penombra familiare. Sudava dalla fronte, forse per la scelta infelice di bere del vino freddo poco prima di coricarsi, ma certamente perché faceva un caldo africano. Si disperava come un qualunque insonne. E gira e rigira: supino, a stella, a feto, a morto, a cazzo. Non si dormiva.
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2 thoughts on “Una notte, la mia prima lavatrice

  1. I pensieri. Sono sempre loro, quei brutti bastardi, a farti rotolare sulle lenzuola. A farti sudare, sospirare, maledirti. Chiudi gli occhi e le immagini sono lì, come diapositive messe appositamente dietro le palpebre per infastidirti. Per farti ricordare. Capita anche a me.

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  2. Mi ha fatto ridere, strano perché non dovrebbe, forse… il rigirarsi nel letto di un insonne disperato braccato dai suoi pensieri, sperimentando tutte le possibili posizioni atte a conciliare Morfeo.
    Siamo stati tutti, almeno una volta, quell’insonne. Un letto arroventato e della luce a strisce che galleggia nel buio.
    E una lavatrice va, strofinando sulle orecchie il suo rumore stonato da prima volta.
    Mi garbano molto le parole che sai trovare!

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