Luka

E lo stanno guardando fuggire via, senza fare nulla, né fermarlo né salutarlo. Un ultimo addio. O forse neanche più lo guardano. Alcuni sono girati di spalle o curvati su loro stessi, egoisti. La pioggia scende ininterrotta da due giorni, per tutti. Luka ormai è arrivato quasi all’orizzonte, in quel punto di giunzione tra pioggia e foschia. Dove da che sagoma era a che non lo è più. Per loro non era più. Per lui è un’anima vagante, occhi vigili ma spenti. Cammina incerto, evitando piccoli laghetti artificiali, piegato in avanti. Il vento vuole aprirlo in quattro, a croce. Vuol farlo volare come un aquilone. Sempre giocondo il vento, un giorno vuol ballare, un altro vuol volare. Luka si stringe bene nel cappotto. Un cappio con la cravatta. È sulla difensiva, la spalla destra avanti e l’altra poco più dietro. I suoi passi sono lenti come quelli di un gigante, ma non altrettanto lunghi. Silenzioso come una zanzara prima che si avvicini all’orecchio. Lo assale l’ansia di sapere dove andrà a finire, più travolgente del vento stesso. Gli sorge il dubbio se spingersi ancora oltre fin dove non ci sarà più incertezza, o se tornare indietro per proteggersi da tutto e da nessuno, e morire lì senza aver mai avuto le palle. Vuole essere coraggioso, ma non ne ha il coraggio. Questo lo blocca, lo blocca in mezzo alla strada, sotto lo scrosciare continuo, in un mondo tutto grigio. E non aspetta un sole e un arcobaleno. Quelli danno speranza alla natura, ai fiori e ai frutti, ai piccoli germogli che spingono da sotto il suolo. Non vuole proprio aspettare. Corre. Corre né indietro né in avanti. Taglia alla sua destra il futuro e il passato, entrando in un vicolo di presente.
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4 thoughts on “Luka

  1. Caro Demian i tuoi post sono vere poesie da assaporare e non è facile lasciare un commento. Ansia e dubbio mi assalgono ogni giorno e in certi periodi ci vuole davvero tanto coraggio per vivere. Ma, quando non lo trovo in me, è prorpio la natura con i suoi cicli di nascita e rinascita a farmi andare avanti, con più o meno coraggio.

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    1. Grazie doppiamente allora, per lo sforzo e per i complimenti. Penso di poter ammettere in autonomia di quanto sia difficile commentarmi. Infatti ricevo molti più sguardi che altro, ma suppongo questo rientri nella normalità. In fondo quando si parla di emozioni è difficile esprimersi da subito. E allora mi sta bene pure assorbire i silenzi, come fa appunto sensibilmente la natura.
      A presto e grazie ancora :)

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  2. Hai ragione cara Amico, commentare le emozioni intime, personali, non è semplice
    e neanche facile. Importante è saperle comunicare, Tu, anche con questo racconto
    l’hai fatto, mi hai lasciato una parte della Tua Anima Bella.
    Grazie Alessandro
    Sei ancora e ancora Bravo
    Un abbraccio
    Gina

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