Silenzi scritti

Non voleva indignarsi contro loro. Preferiva l’indifferenza, non dargli più corda fin quando non fossero loro a tirarsela. Aveva capito quanto essi ci tenessero alle sue parole dette con tanta ispirazione. Quei sguardi vacui, pupille buie e labbra sospese nel silenzio. Non ci tenevano esattamente nulla. Aveva parlato per qualcuno, per cui era ovvio che gli importasse di essere ascoltato e messo in discussione. In sincerità, pure con critiche pesanti. Faceva e subiva di tutto pur di migliorarsi. Gratificazioni e schiaffi. Ma i silenzi, i silenzi proprio non li sopportava. Era come parlare a nessuno, e nessuno non poteva dare a lui qualcosa. Quei silenzi nascosti dietro ad una fisionomia cadaverica. Cosa diamine pensavano quelli lì? Perché d’un tratto avevano perso la voce, le emozioni, e a muoversi in loro erano solo le gambe che li portavano lontani da lui? Che parole mai aveva pronunciato da lasciare interdette quelle persone, fuggitive? Perché da quel giorno accadde sempre? Sui marciapiedi, alla stazione, nei bar, in biblioteca e anche al supermercato, in palestra, nei negozi, tutti lo guardavano sbigottiti e poi, tacco e sola. A casa, nella solitudine del suo appartamento, parlava alla TV, commentava i libri, oggetti coerenti da cui non si aspettava una risposta e che una risposta non glie la davano. Mentre faceva la doccia o cucinava la pasta per se stesso, cantava e parlava al gatto, e la sua voce rimbombava nella testa…
Una mattina avvenne che entrato in una libreria mentre giustificava i suoi acquisti e chiedeva consigli alla commessa, quella donna: una donna di buon cuore dagli occhi umidi, staccò un foglio dal suo taccuino color mare, impugnò la penna e su vi scrisse: “Non comprendo ciò che dici, vuoi scrivermelo?”… e allora comprese. Quel giorno comprese di aver perso la voce, d’essere muto. Da quel giorno scrisse e scrisse, e qualcuno adesso lo ascoltava. E poi trovò in quella donna, la donna della sua vita. Una donna che comprese che leggere è ascoltare. Quella donna lo sposò e vissero in un appartamento tappezzato di post-it.
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8 thoughts on “Silenzi scritti

  1. L’immagine dell’appartamento tappezzato di post-it mi ha richiamato alla mente qualche film o qualche libro! Ovviamente è un’immagine vaga e non ricordo dove l’abbia vista o letta, ti farò sapere xD

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