Un libro chiamato Mostro

Il foglio solcato di bianco su bianco, mentre invisibili lettere d’ombra prendevano vita come piccoli fantasmi. Per la penna poteva finire tutto lì, arresa alla fine, dopo aver riempito pagine e pagine di inchiostro; come sangue che irrora in un reticolo di vene e da vita al corpo. Quel racconto stava per prendere vita, e mancava soltanto poco all’ultimo punto, alla parola fine, che poi era un inizio. July serrava forte tra le dita quell’esile tubicino di plastica e con forza scarabocchiava sul foglio senza che l’inchiostro fluisse come prima. Se quello era un segno, un avvertimento, ella non lo capiva. Ostinata le provava tutte pur di gettare le ultime parole. Strofinava forte la penna tra i palmi delle mani, e niente. Alitava la punta dorata, e ancora nulla. Si stava quasi per arrendere. Giusto un ultimo gesto, una zeta di Zorro. E poi l’emorragia, sul foglio ferito. Adesso i pensieri sgorgavano a terminare la storia di un mostro, mentre fuori un velo nero si stendeva sul cielo. Soddisfatta July ordinava i fogli uno sopra l’altro, il suo primo libro prendeva forma concreta…
E presto, mentre ella dormiva, il libro prese anche vita. Una vita strana. Nato dal desiderio di vendetta nei confronti dell’autrice che l’aveva trasformato con le parole in qualcosa di osceno, illeggibile ai molti. Così ebbe la compiacenza di ribellarsi a July e a se stesso. La volontà accresceva i suoi arti, dal blocco di carta emergevano quattro appendici e un enorme ghigno si ritagliava al centro, con denti aguzzi e storti. Stava appoggiandosi alla lampada per scoprire un equilibrio e camminare sui suoi piedi, i suoi primi passi su quelle gambe apparentemente fragili. Non gli ci volle molto ad abituarsi, così percorse la scrivania, saltò sulla sedia e si diresse in cucina, sapeva già cosa fare. Tutto era scritto in lui, una collezione di idee folli. Guardava il cassetto con bramosia, ingegnandosi per arrivare lassù. Era molto facile, le maniglie dei cassetti si succedevano come scalini distanziati tra loro, che con un po’ di fatica si potevano salire e poi scendere. Col coltello in mano, sbilanciato in avanti si dirigeva in fretta e furia verso la camera da letto.
July dormiva compiaciuta, ed egli la scrutava con odio attraverso la luce lunare filtrata dalle tapparelle abbassate a metà. Un cuore nero gli batteva in petto, ansimava e sudava inchiostro. Troppo doloroso vivere ancora. Deciso si spingeva oltre due pantofole gettate a casaccio verso il comodino di fianco al letto. Saliva su, sempre più vicino al volto di lei. Sapeva già che lì, accanto al pacco di Marlboro e quei grandi occhiali neri, avrebbe trovato un accendino. Zip zip, una fiammella. Poi l’incredibile. Il mostro si diede fuoco, sembrava una grande torcia. Col coltello in mano saltava verso il cuore di lei, squallida creatrice. La lama d’acciaio come uno specchio raddoppiava le fiamme e poi affondava, ed affondava. Pelle che moriva, carta che bruciava. Sangue e cenere. Nessuno più sapeva.
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11 thoughts on “Un libro chiamato Mostro

      1. July? Boh, un nome a casa. Ho provato a mettere nomi italiani, ma mi suonavano male. July rendeva bene l’idea di autrice impedita secondo me. Quel tipo di autrici che vengono rifiutate dalle case editrici, e stavolta pure dal libro Mostro. Contento che ti piaccia. :D

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    1. Oooh, ben ritrovata da queste parti. :D Che bello averti impressionato così tanto. Avevo in mente qualcosa di più prolisso, ma non ho tempo al momento, forse farò qualcosa di più, più in là e ti farò sapere. In ogni caso l’idea di un libro che si ribella all’autrice non è stata mia, io ho provato solo a concretizzarla. ;)
      A presto Ro!

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      1. Qualunque cosa sia, comunque ti sia venuta l’idea, amo ciò che hai scritto. Mi lascia un grande senso di.. ah, nemmeno lo so.. mi lascia qualcosa di perfetto! ♥
        Un abbraccio grande a te, e a ciò che scrivi ^^

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        1. Grazie per i complimenti, ma ancora meglio perché continuerai a leggermi. E’ il miglior commento che tu continui a leggermi. :) Poi ovviamente se avrai anche da commentare sulle impressioni, o criticarmi perché ci sta e perché cerco pure quelle sei pienamente libera/o. :)
          A presto e buon weekend

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