Rapita. Rapito

Un raggio di luce pallida scendeva dall’alto di un tetto crepato, sul volto di lei. Rifrangeva in quegli occhi verde pino, umidi e ramificati di sangue, che poggiavano su degli zigomi alti e scarlatti, rigati da fredde lacrime. Sulla bocca un velo bianco legato dietro la nuca, a scompigliare capelli d’ossidiana, piegati sulle spalle. Proseguiva a dar colore alle braccia nude e paglierine, intrecciate dietro lo schienale della sedia e legate strette da una corda grezza sui polsi irritati. Portava una camicetta porpora sbottonata a metà, e si intravedeva un seno, come una pesca matura che spinge il ramo verso terra. Da una gonna di velluto nero a coprire le ginocchia, si stagliavano aguzzi stinchi d’avorio. I piedi fusi nell’ombra. Ombra che circondava quella figura d’incanto in una stanza senza pareti, come in un quadro di Caravaggio. Solo che un quadro non era, ma un’immagine viva e reale. Donna agognante, che odorava di rose e paura. Vibrava lamenti animali a nessuno.  
Nell’aria ammuffita galleggiava caotico pulviscolo, e da lontano attutiti arrivavano suoni di passi e di un tossicchiare secco. Tum tum tum. Sempre più vicino, sempre più forte. Si aprì un pezzo di buio, un quadro di luce. Dentro una sagoma alta, prendeva sempre più spazio ed allungò il braccio destro verso il muro tastandolo in cerca di un interruttore. Una lampadina impolverata, piovuta dal tetto illuminò la stanza. Lei stropicciò gli occhi, ormai abituati a quella penombra. Faticò a mettere a fuoco, ma poi distinse bene la sagoma. Un uomo alto e possente, in divisa blu. Gli scintillava sul petto il distintivo della polizia, e nei suoi occhi quella luce gialla brillava come il sole in un cielo sereno. In apprensione egli si affrettò verso la ragazza a liberarla da quei lacci. Si ritrovò le sue braccia attorno al collo, ed il petto bagnato. Il braccio consolatorio la cinse a se, e cominciò a piacergli, quell’intimità.
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6 thoughts on “Rapita. Rapito

  1. Una donna che odorava di rose e paura.
    Bello sapere che anche un punto di vista maschile, a volte, riesce a cogliere la natura complessa, tenera e articolata delle donne. Naturalmente so che tu sei sensibile, ma quest’ultima immagine, così efficace e precisa, mi fa capire che sei molto, molto di più.
    Bravo Demian!

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    1. Lo spazio che vedi dividere le due parti prima non c’era, non c’erano due parti, ma solo la prima. Avevo scritto del solo rapimento, e niente sulla liberazione. Poi il giorno dopo mi son detto che non potevo non offrire a me stesso e ai lettori una speranza. C’è sempre una speranza di essere liberi o liberati.
      Prego Gina, e anzi, grazie a te!
      :D

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