Dolore al deretano

Tommy è quel genere di ragazzo incompreso, che quando cammina, e questo capita abitudinariamente, vien visto male o passa inosservato, tra le persone, tra le macchine, tra i pali della luce. A volte ha le cuffie alle orecchie ed ascolta musica estraniante. Quando non è accompagnato dalla musica, con spavalderia sta a testa alta, ammirando il cielo, e odorando la natura, quella che è rimasta. A lui piace camminare controvento, e lasciare che lacrime scendano dai suoi occhi, mentre si specchia in finestrini d’auto occupate, controllando la sua chioma fluente all’indietro. Quando piove ed è sera, o meglio notte e la città si fa silenziosa, i suoi piedi poggiano lentamente sulle pozzanghere dove son riflessi i lampioni gialli e a volte è visibile la luna velata da nuvole che corrono velocemente. Qui ascolta il riverbero delle gocce sull’asfalto e nient’altro. Cammina il più lento possibile, per non perdere quell’occasione di pace; per ritardare l’appuntamento con quel che sarà. Non sempre ha appuntamenti, e si ritrova in strada senza un perché, se non spinto da qualcosa di più profondo. Da un desiderio di esser notato, in mezzo a tutta quella gente, nel traffico cittadino, nei rumori del quartiere. Una passione, quella di prendere aria e fare movimento, forse causata dalla costante ricerca d’attenzioni modeste, non esagerate. Tommy guarda, Tommy osserva. Tommy studia e passeggia, passeggia e studia. Non ha voglia di fare il pagliaccio lui, non è così che vuole essere notato. Non sa neanche suonare uno strumento lui, e d’altronde non è suo interesse raccoglier soldi ai bordi dei marciapiedi. Di soldi ne ha. E allora cerca anime che lo cerchino. Scontri di anime casuali. Sguardi che non passino dritti indifferenti e frettolosi. Occhi che si posino sulla sua nudità e lo riconoscano nelle sue profondità. Non spalla contro spalla in un camminare irrispettoso, ma braccia che scuotano il suo corpo riconoscendolo ed accettandolo per quello che è. Non gambe che si levano una dietro l’altra, ma un calcio in culo che lo indirizzi e lo sproni. Sì, un calcio in culo doloroso e convincente. “Vai, vai! Ora che sai quanto vali, corri e non fermarti più!” 
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6 thoughts on “Dolore al deretano

    1. Che gran piacere ciò che dici e che gran piacere che tu sia arrivata sino a qui a leggermi. Te ne sono grato. Quando vuoi viaggiare allora chiedi a me, sono un mezzo gratuito ;)

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