Cera e rimane

Erano due candele a cui è stato dato fuoco, affiancate sullo stesso piattino, poco distanti l’una dall’altra, ma intoccabili. Il ritorno di fiamma li ha consumate. Si scioglievano lentamente come una vera storia d’amore e di corteggiamento. Si scaldavano, piangevano, sudavano. Emanavano luce propria. Due fiammelle che illuminavano l’ombra delle loro vite, ognuna brillando dell’altra. E poi, sempre più basse parevano rimpicciolirsi e quelle lingue di fuoco spegnersi. Calò il buio, ma lì, nell’oscurità, di una cosa si era certi: erano fuse una nell’altra, cera nello stesso piatto. Non più il guardarsi a distanza, non più l’essere inarrivabili, ma l’unione. Un unico pezzo, unica cera. Non si era soli nelle tenebre.
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4 thoughts on “Cera e rimane

  1. Bellissimo! E’ che mi è venuta la “pelle d’oca”….ho percepito tutta la carica di sensualità del “fondersi l’uno con l’altra” e credo che ci siano veramente dei momenti in cui tra un uomo ed una donna non c’è bisogno di parole, perchè le sensazioni dicono tutto. E’ come avere il sole dentro il cuore e questo senso di pienezza ti rende felice e non ti lascia più….Oddiooo che irrecuperabile romanticona! Mo’ basta però! Ciao Ale

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