Rito

di tutto quel che ho
e di quello che non ho
ho un tormento persistente
di paure sbagliate
tra le certezze
la tua voce
rassicura e ispira
come cibo e bevanda
fondente nero
caffè amaro
ho imparato così
a prenderti
ogni giorno
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Come le piume

si freme qui
nella danza sincronica
nella carica statica
in ciò che si annulla
in quattro guance rosse
si freme come le piume
nella gabbia appena aperta

La verità

la verità non sta in mezzo
la verità per quel che mi riguarda
è la verità che mi riguarda
potete pensare che non sappia vivere
che non sia mai dell’umore giusto
e che non colga tutte le occasioni
che anzi le eviti perché son fatto così
potete credere, perché vi piace, che sia asociale
che sia sbagliato, che sia di un altro mondo
e che siccome voi siete completi e realizzati
io debba essere così come voi, completo e realizzato
accontentandomi di ciò che non mi appaga
che io debba divertirmi allo stesso modo vostro
sennò non ne sono capace, non sono raccomandabile
allora bisogna fuggirmi, fuggire da chi non sa vivere
rapportarsi e parlare quando richiesto
fare quando richiesto quel che si deve
perché la spontaneità non è considerata
e la pazienza è la virtù dei morti
e la diversità dopo secoli è ancora da nascondere
ma io non è questo quello che voglio
non ho fatto quello che ho fatto per passatempo
non mi piace quel che mi piace perché piace ad altri
la mia verità è che non sono mai nel posto giusto
che non sono ancora dove vorrei
la verità adesso è che sto tra l’idea e il concreto
che le responsabilità prendono forma
e la voglia di stupirmi è più di quella di stupire
ora non sento freddo come gli altri
anche se la gola fa sempre male
come avessi urlato per un’ora