Forse

Faro nel nulla, senza accesso al mondo
il mondo è nessuna finestra, nessuna botola
scale a chiocciola, sali e scendi tentoni
mani sul muro bagnato, gli infiniti gradini
gli inciampi, l’eterno tempo, l’agonia
la terra che trema ferita, feritoie
intercapedini, crepe, crolli, spazi, visioni
luce, luce nella torre del Panopticon
luce sui ricordi, un alveare sferico di celle
gabbie aperte su occhi aperti, ponti

Al centro vedere ed essere visto
di nuovo? Ancora?
Forse

L’acqua

Questa solitudine, che travia
e che sconvolge, fa schifo, imbruttisce,
porta a insistere là dove non si deve,
trasforma i soliti gesti in tic compulsivi,
irrefrenabili non appena si presenta
lo sfogo, la valvola che si apre facile facile
senza guaina e l’acqua che schizza,
l’acqua antipatica che scroscia forte
ovunque quando non ci si vuol bagnare,
l’acqua che crepa la diga, che straripa
invade, distrugge, anni d’impegno
di scuse e perdoni, di facili, difficili legami,
l’acqua che la solitudine alimenta

Nowhere

L’autunno non esiste, è già inverno
Le foglie fanno quello che gli pare, cadono sempre,
molte le ho viste cadere agli inizi di primavera;
a una ho chiesto perché: «sono stanca di stare appesa»
Il mare si gonfia, quanti migranti ha mangiato?
Il vento si ingrossa, quanti sospiri ha rubato?
La temperatura scende, aumentano le febbri
La luce è risentita, scappa appena ti ci abitui e
non sta a dirti ciao. Ti saluta il buio;
il buio ti diventa amico. Adesso l’ora solare,
ma dove va il sole quando dormiamo la mattina?
Chi lo dice a un insonne «si dorme un’ora in più»?
Il tempo fa paura, come i mesi che passano
quando non si ha che fare, zero prospettive,
l’impellenza di vivere, l’impotenza d’agire
Il tempo è accumulo, è memoria di fallimenti
Il tempo è attesa, è infinita resistenza
Il tempo è la curva dell’amore
È la curva dell’errore

Non sono uno stalker, sono un amante

Sarebbe spiare
Se non fosse osservare
Attentamente ogni dettaglio
Con cura e invidia
Quando ti sposti
Con chi t’incontri
Quel che ti piace
Con discrezione
Evitando gli eccessi
Nascosto come un fantasma
Che non può far paura
In silenzio
Ogni giorno e ogni ora
Senza molestia
Senza dir niente
Costante come mai
Amandoti cautamente
Nel silenzio struggente
Fremendo impotente

Persino in sogno, persino

Stanotte ho sognato di stare
con una bellissima ragazza
che aveva un cane così rognoso
che ogni volta che ci si vedeva lui c’era,
m’inseguiva, mi ringhiava, alla fine mi mordeva
Ha preferito lui a me perché abbandonarlo
sulla strada sotto il sole che cuoceva,
no, non si poteva… dentro al sogno,
ignorava ogni mia spiegazione e
anche se mi amava e mi guardava
con gli occhi del non so che fare
era chiaro come il sole chi abbandonare
Ho provato a immaginarvi,
assieme a coccolarvi, carezze, bacini, leccate
sul divano pieno di pelo, di bave, e di graffi
e vi vedevo contenti, fusare
Ho pensato persino che era
la cosa più giusta da fare,
cazzo, la cosa più giusta da fare
pure nel sogno l’ho pensato
che preferire un cane a me
fosse la cosa più giusta da fare
Poi come sempre ci si sveglia,
pure male… e sai cosa?
neppure i sogni so sognare