Ero sbarcato da poco al porto e subito mi ero diretto verso la fermata del tram, percorrendo il solito tragitto di sempre. Giusto qualche passo per oltrepassare l’uscita del molo ed immettermi nel poco naturale marciapiede costeggiante il mare, e poi qualche albero piantato ad intervallo regolare fino a quando non mi fermai per attraversare la strada trafficatissima. Eccomi alla fermata a cercare il solito punto dove le porte poi si apriranno. Mi fermo li e mi guardo intorno, la solita vita universitaria, i soliti studenti stressati, i soliti lavoratori e sempre lo stesso sole. Imperterrito continuo a scrutare ogni spiraglio che si crea dal movimento oscillatorio di numerosi crani, cerco di trovare tra di esso qualche faccia nota, giusto per allietare un po’ la mia solitudine. Il mio desiderio sembra avverarsi quando vedo venirmi incontro Zaa. Ci baciamo e poi cominciamo a parlare inevitabilmente di università, del suo nuovo anno e della fatica riscontrata dall’essere pendolare. In un istante il tram si materializza, le porte si spalancano, il fresco puzzo ci viene incontro, e veniamo spinti dentro, quasi spiaccicati contro le altre porte. Un po’ di tempo per riordinarci spazialmente e troviamo un posto a sedere. Senza discutere lei si siede, e mi pare anche giusto. I suoi occhi recintati da una fine matita nera incontrano una minuscola coccinella arancione che si era posata all’altezza del mio torace su una delle tante strisce decorative della maglietta. Si incanta un po’ su di essa e poi mi fa notare quella piccola creaturina che tanta curiosità aveva suscitato in lei e poco dopo in me. Dapprima avevo assunto un aria di incoscienza e mi sentivo inebetito, a seguire compresi la situazione e me ne stupii. Za parlava: “nooo, che bellina, ti porterà fortuna!!” ed io credo di averle risposto di “si” con non troppa convinzione. La seconda fermata si avvicinava e quindi trasportai delicatamente l’esserino dalla maglietta alla sua borsa, facendo molta attenzione. Dovetti scendere, malgrado avessi voluto continuare la chiaccherata, ma pazientemente mi incamminai nuovamente verso la facoltà…. Le ore dentro ai locali universitari passarono senza troppa fretta, ed io pensavo e ripensavo alla stranezza di trovare una coccinella in un tram, in una zona così poco naturale, aggrappata alla mia maglietta. Doveva essere sicuramente un segno, un portafortuna, e così mi pare sia stato.
Perché non credere alla fortuna quando conviene?
Perché non credere alla sfortuna quando conviene?
Questa situazione per quanto misteriosa e naturalmente bella l’ho vista come un segno della fortuna, tradotta poi nella frase “non tutti i mali vengono per nuocere” da un’altra mia amica…
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