Demian

Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito.

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Cuore.

Sentiva l’impulso di scriverle ogni istante, e l’unico suo freno era l’inattività: il continuo scontrarsi con le mani pronte sulla tastiera, e bloccate nei nervi; la resistenza non voluta e obbligata. Il tempo sgorgava freddo da tutti gli orologi del mondo. Il sole fiondato sui monti. Finestre s’illuminavano nel buio della sera. Attraverso i vetri spiava vite altrui, vite – ne era convinto – di certo più felici della sua. Aveva gli avambracci stanchi, prossimi al dolore. La sua mente stanca, prossima al dolore. Il cuore già dolorante, eppure fermo nelle sue convinzioni, debole, in attesa di colpire sulla fatica di un corpo inerme, come quei lottatori esperti che ricevono colpi su colpi, resistono e poi stancano i propri avversari. Il cuore è un lottatore: resistente, forte, furbo. Il cuore vince sempre. Il cuore non si stanca mai. Lui avrebbe vinto.

E se non fosse un sogno, se tutto fosse vero..

Dal sogno alla realtà, ancora non pronto ad assumere la forma di sempre. Da strato gassoso che ero, lentamente sto divenendo solido, concreto, e presto attivo. L’autobus dei miei sogni ha fatto tappa in mondi a me estranei, fatti di polvere di stelle, di gioia e stupore. Lì, con i miei occhi, pronti a scattare, con un battito di palpebre, istantanee di luoghi e creature oniriche. Ho visto la storia passarmi davanti come un treno in corsa. Milioni di volti succedersi. Papi, re, artisti, milizie, poveracci. La macchina del tempo si è fermata oggi, ed io continuo ad andare oltre. Sogno e sognavo: quando stavo là con migliaia di bambini sorridenti, e ora che sto qui, da solo dietro a questa scrivania. Niente ferma i miei pensieri. Nulla ferma i miei sogni. Nessuno può farmi smettere di sorridere.

Danza della pioggia

Finalmente cullato dal tempo. Il mio folle desiderio di pioggia è stato esaudito dopo tanti giorni da una breve tempesta nella mattinata ancora buia e precoce. Il sollievo sulla mia pelle, la leggerezza della mia testa e la facilità di lettura delle cose. Un senso di libertà unico, una voglia di uscire e correre e buttare lo sguardo verso il cielo plumbeo. Il fresco silenzio di un piccolo paesino montano, adesso qui in città! Nessun movimento, le persone dormono e dormono postume da una lunga nottata bagnata. Io invece, sono sveglio dalle prime ore di luce, quella poca luce che filtrava dalle persiane, quella luce che potrebbe allietare qualsiasi sonno, assieme a quell’aria soporifera, tipica del dopo pioggia. Ahh frescuria, ora mi stai accudendo, mi stai dondolando e stai facilitando la mia esistenza. Ah se solo durassi un po’ di più di qualche giorno…

Svogliatezza trincerata

Il sole dietro le nuvole
Il sole tra le nuvole
Il sole senza nuvole
La pioggia scende
La pioggia lava
La pioggia evapora
Il vento si alza
Il vento sposta
Il vento asciuga
umida terra secca e passiva…

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