Demian

Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito.

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Voi, robot!

Io lo vedo, che laddove la tecnologia non riesce ad arrivare, indirettamente ci arriva l’uomo. E’ facile vedere robot prodotti in serie che sempre più hanno sembianze umane. Eppure che strana idea, quella di creare cloni metallizzati, che non si stancano mai, che non dormono mai, che non mangiano cibo e che non hanno un cuore. E che strano invece, al contrario, vedere fuori, per strada o ovunque, uomini che stanno diventando robot. Automi in carne ed ossa, spersonalizzati, apatici, senza più forza di volontà. Esseri stracolmi di dati, inutili dati, e per questo incapaci di pensare. Burattini di latta sotto le mani dei potenti, che spacciano olio per ingranaggi, come fosse felicità. Manichini d’acciaio comandati a distanza a fare ciò che non possono immaginare. E quando il led rosso che hanno in testa gli si illumina non fanno altro che obbedire. Obbedire al padrone. E’ un’evoluzione regresso. Una guerra tra pensiero e non pensiero. Una guerra tra robot umani e liberi pensatori. Tra questi ultimi ci sono io. Capace di provare emozioni per grandi e piccole cose, di fare scelte buone o cattive, seguendo cuore e cervello, e a volte anche le palle, non certo osannando i più forti, se in torto. Ed i più forti sono quasi sempre in torto. Tra i liberi ci sono io, che pulso di vita. A volte soffro, ed altre volte invece mi sento bene. Sono capace di ridere e mostrare i denti, anche se non perfetti. Non sempre mostro il muso, come fate voi, ferraglia da quattro soldi. Ho delle buone idee, il mio cervello si illumina, ma non di led rossi. E poi, e poi, mi innamoro…

Pace e guerra

Vorrei che una leggera brezza portasse con se l’idilliaco odore della lavanda. Vorrei che questa brezza entrasse dentro casa, dalla porta aperta, dalle finestre spalancate e inondasse ogni spazio, assopisse ogni cosa, acquietasse ogni persona. E invece qualcosa di diverso dalla leggera brezza, simile ad un caldo scirocco africano che sa’ di marcio si scaraventa prepotentemente contro casa, facendo sbattere porte e finestre con la sua irruenza, creando scompiglio tra gli oggetti e guerra tra le persone.

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